Sono molto felice di mettervi a disposizione questa mia ricerca, pubblicata per l’Istituto di Scienze Sociali e Studi Strategici Gino Germani, una fondazione internazionale con sede a Roma che collabora con realtà accademiche e governative in prima linea. L’Istituto Gino Germani  si occupa di monitorare e fornire aggiornamenti agli addetti del settore nel campo, tra gli altri, dell’intelligence, della geopolitica e della cybersecurity.
La mia ricerca si focalizza principalmente su come si è formato e come si presenta oggi il modello che viene diffusamente chiamato “guerra ibrida” ad opera di un attore, la Russia, applicato allo scenario dell’Ucraina contemporanea.
Ho letto e confrontato molte fonti e spero di non aver fatto un torto a nessuna risorsa a cui ho attinto dimenticando di citarla, ma sono certa di aver indicato tutto l’ottimo materiale di cui mi sono fornita. Ho tralasciato di citare fonti importanti su cui ho studiato negli anni scorsi, ma che ho indicato nei miei articoli qui dentro, se vorrete approfondire l’argomento.

Nel paper, seguo l’approccio della dottrina militare sovietica attraverso le evoluzioni che ne hanno spostato il punto focale dalla difesa all’offesa, sottolineando come il filo di una necessità storica (fronteggiare un nemico, l’Occidente/la NATO), diventi strumento per azioni contemporanee strategicamente innovative, che vengono contestualizzate nel modello di guerra ibrida. L’Ucraina, come primo esempio di messa in atto del modello, non sarebbe solo un terreno di studio ma anche un giro di boa decisivo nelle soluzioni strategiche adottate dagli attori occidentali.

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