Post nato in un pomeriggio di fine agosto, pubblicato originariamente per una community di addetti al settore militare e della sicurezza; visto che è stato apprezzato (pensavo che la storia fosse più nota) ho deciso di pubblicarlo anche qui sul blog, con un paio di info aggiuntive in coda, avute come riscontro alla discussione.

Ho tracciato la storia che lega gli spetsnaz (o specnaz) russi alle sneakers della Adidas e i fatti che ho rimesso insieme incrociando varie fonti sono questi. L’Unione Sovietica era ferocemente ostile ai prodotti del mercato occidentale e ne vietava la diffusione per non corrompere la popolazione con il capitalismo. Questo portava a una produzione interna che in tutti i campi, compreso quello militare, non era proprio all’avanguardia, con fabbriche indietro sia sui metodi di produzione che sui rifornimenti di materie prime, importati principalmente da Cina e India. L’arretratezza era un deficit che andava nascosto, perciò quando Mosca fu scelta per ospitare i giochi olimpici del 1980, l’Unione Sovietica accettò dall’Adidas, sponsor ufficiale, la fornitura di attrezzatura sportiva ma a patto che finiti i giochi, il modello di scarpe scelto insieme per la nazionale russa venisse “ceduto” all’Unione Sovietica con la possibilità di tenerlo in produzione. Nell’accordo anche la clausola che le scarpe utilizzate per le Olimpiadi e il modello che sarebbe andato in fabbricazione, non avrebbero portato simboli di riconoscimento occidentali che potessero renderle iconiche, anche se in realtà esisteva già un mercato nero che importava prodotti dall’ovest, soprattutto passando da Trieste.

Jeans, scarpe e vestiti entravano in Unione Sovietica facendo conoscere alla popolazione i fasti della nostra giovinezza (Adidas, Puma, Levis, Wrangler ecc…).
L’Adidas come da accordi creò un paio di sneakers blu con tre righe bianche laterali e il marchio originale fu sostituito dalla scritta Moskwa (Mosca), una trovata nata per legare il prodotto alla propaganda nazionale russa. Tutti andavano pazzi per le Moskwa, anche se potevano permettersele molti meno: altri non sopportavano l’idea di una diffusione di modelli occidentali, per quanto “nazionalizzati”, nel regno del comunismo e fra i detrattori nacque un detto, Тот, кто носит Адидас, завтра Родину продаст, cioè chi indossa le Adidas venderà la Madrepatria.
Nel frattempo, nel 1980 stava anche entrando nel vivo la guerra in Afghanistan: ai militari russi era bastato pochissimo tempo dall’ingresso nel paese per rendersi conto che avrebbero avuto difficoltà con il loro equipaggiamento non adatto alla tipologia di terreno e al clima. Combattevano ancora con parti di equipaggiamento usate nella seconda guerra mondiale e i vatnik o gli yuft molto spesso di taglia sbagliata e rattoppati, non aiutavano nell’avanzata e nemmeno nel dovere quotidiano. Il comando generale delle forze armate sovietico decise di dare la possibilità a poche unità, scelte principalmente per l’importanza dei loro compiti sul campo e il basso numero di elementi, di scegliere autonomamente parte del loro equipaggiamento.
Riesco a immaginare il disagio pazzesco di operare con i piedi in un paio di scarponi che sono inadatti per fare qualsiasi cosa e che scoppiano con il caldo o si gonfiano con l’acqua senza asciugarsi più. Gli spetsnaz scelsero, non senza qualche protesta dall’alto, di indossare le Moskwa, confortevoli, resistenti e più gestibili: ciò che causava ansia tra i gerarchi russi era il pensiero che il mondo esterno avrebbe visto ai piedi dei corpi speciali sovietici dei simboli del nemico capitalista, ma fu la natura riservata delle unità e il fatto che i suoi uomini non sarebbero apparsi sui media canonici (gran parte del materiale sugli spetsnaz raccolto in teatro di guerra è classificato) a fornire un lasciapassare per le Moskwa ai piedi.
Così è stato fino al 2011, quando le sneakers sono andate fuori produzione. Sia in Afghanistan che nelle due guerre di Cecenia, in Georgia, Daghestan, Ossezia e per le strade di Mosca, queste scarpe sono state un segno distintivo di questi operatori d’élite.
Oggi vengono lentamente sostituite da un altro marchio famoso, le Salomon, una predilezione abbastanza diffusa non solo in Russia. In Italia i reparti speciali della marina (GOI) hanno invece una certa predilezione per le Converse.

 

 

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