… Marcel Proust, alla fine del Tempo ritrovato, concludeva con notevole franchezza che non erano solo i rapporti mondani ma anche i rapporti d’amicizia a non offrire niente di sostanziale, che erano molto semplicemente una perdita di tempo, e che non era affatto di conversazioni intellettuali, contrariamente a quanto credono le persone di mondo, che lo scrittore aveva bisogno, bensì di “leggeri amori con giovani donne in fiore”

– Serotonina, Michel Houellebecq

 

Serotonina, M. Houellebecq

Una delle prime letture di questo 2019 è stato il libro-fenomeno-piùomenocapolavoro del momento, quel Serotonina di Michel Houellebecq che sembra avere il magico potere di non deludere il lettore. In effetti non avrebbe potuto deludermi anche se si fosse trattato di un libro oggettivamente brutto. Ma non lo è, quindi non farò fatica a scrivere due righe su quanto quest’opera sia bella, fresca e un pochino pungente, a seconda della sensibilità dell’apparato ricettivo di chi la legge.
Di certo non l’ho mal giudicata, ma potrei averla male interpretata, una delle mie migliori qualità (non capirci mai niente su cosa gli altri vogliono comunicare). Dirò comunque che questo libro è un inno all’amore ma anche un inno alla solitudine, un inno alla malinconia individuale e sociale, un confortevole sdoganamento dei sensi di colpa di chi non ci sta dentro e per questo si sente inadeguato. Lo consiglio moltissimo, a tutti, indifferentemente. Houellebecq usa molte virgole e pochissimi punti, per dare il ritmo e riempire la mente del lettore. Si tratta anche di una esperienza fisica, alla fine di ogni pagina si arriva col fiatone.

Serotonina, Michel Houellebecq, La Nave di Teseo edizioni (2019), 332 pp.

*

Patria, Aramburu

 

Patria è un libro densissimo e delicato, capace di trasportare chi legge in un mondo molto intimo che nella realtà sarebbe difficile inquadrare. Anzi sarebbe difficile per moltissimi, ma non dopo questo libro, sospettare l’esistenza di una realtà dilaniante sullo sfondo di un momento storico per niente lontano, complesso e ostico alla cultura di massa. Le storie di due famiglie si intrecciano come il simbolo dell’ETA nei Paesi Baschi in piena rivoluzione clandestina armata. Entrambe le famiglie subiscono delle perdite per colpa dell’organizzazione ma i punti di vista sono agli opposti: una vittima e un combattente, una madre che si fa carico dell’ideologia del figlio in un atto di materno sacrificio, mentre un’altra madre si fa carico di un lutto e di una presa di posizione estrema. Intorno a loro, una comunità tipica che vive di paure, speranze, omertà, connivenze e dolori, affossata in una dinamica di morte e fierezza difficile da replicarsi, incompresa a chi non appartiene al popolo basco. Questo libro non è pura narrativa ma decisamente storia.

Patria, Fernando Aramburu, Guanda edizioni (2017), 640 pp.

*

 

Storia sociale della pirateria, M. Rediker

Storia sociale della pirateria è un libro che fa allontanare parecchio il lettore dall’idea convenzionale del pirata, quella che la letteratura mainstream e il cinema hanno contributo a creare con i loro prodotti per ogni età. Il pirata che Marcus Rediker presenta non si muove in un contesto avventuroso come quelli di Salgari o di Defoe, nonostante fosse stato egli stesso un bucaniere. Vi è invece uno studio approfondito delle condizioni sociali e geopolitiche che portano l’uomo di terra a diventare un marinaio e, in un secondo tempo, in un pirata. La società piratesca viene presentata non come una piramide gerarchica dove un capitano più o meno feroce comanda una ciurma, bensì come una delle primissime democrazie illuminate non solo sull’acqua ma anche in terra. Veniamo accompagnati insieme a fonti e citazioni, alla scoperta della vita quotidiana del marinaio pirata, alle regole sulla nave e al sistema di integrazione del mondo piratesco, dove uomini di diversissima provenienza e tradizione convivevano a stretto contatto. Andiamo alla scoperta del contesto politico e storico, degli effetti sulla vita del singolo uomo e dell’ambito marinaresco e commerciale, su cui la dissidenza di una intera, nuova classe sociale influenza moltissimo il futuro economico. Un punto di vista storico, inedito e interessantissimo, non destinato solo agli appassionati della storia del mare.

Storia sociale della pirateria, Marcus Rediker, Shake Edizioni (2015), 334 pp.

*

 

Elogio funebre del general von Lignitz
Elogio funebre del generale August-Wilhelm von Lignitz è un piccolo gioiello di eleganza ed eloquenza, un libro moderno che cerca di comunicare un messaggio tanto semplice quanto molto complesso da contestualizzare. L’autore, un notissimo studioso dell’opera e del pensiero di Clausewitz, attraverso la figura del protagonista Von Lignitz, fa una disamina del pensiero e della tradizione militare prussiana che a lungo è stata un modello di precisione, raffinatezza e successo in ambito bellico, sfolgorante nelle prestazioni meccaniche dell’addestramento e della strategia teorica quanto sfuggente, spesso, al momento del conto presentato. L’immobilità che a lungo i fasti dell’accademia prussiana hanno contribuito a radicare, è per von Lignitz una realtà sconcertante e inaudita. Spinto dall’insofferenza per quella che è ben lungi dall’essere la perfezione ostentata, protagonista e autore criticano in maniera lucida e diretta, in certi passaggi strappandoci più di un sorriso, una delle dottrine militari più importanti della Storia.  Non è il meccanismo perfetto a rendere grande un esercito, quanto lo spirito individuale di ogni soldato.

Elogio funebre del generale August-Wilhelm von Lignitz, J. J. Langendorf, Adelphi (1980), 100 pp.

*

La ballata del vecchio marinaio, Coleridge

La Ballata del vecchio marinaio è uno di quei libri che prendo in mano ogni tanto, bello e doloroso, un viaggio in rima nella solitudine di un uomo, maledetto, lontano dall’armonia del mondo ma ostaggio della propria devastante storia. Un poema bellissimo, soprattutto in lingua originale, anche se la traduzione italiana comunque esprime bene le sfumature di terrore, disperazione, rassegnazione che fanno agitare il vecchio mentre racconta una macabra storia. In sottofondo, le risate e la musica di un matrimonio, un evento gioioso che nulla può fare contro il fascino tremendo dei ricordi del vecchio, che per pura cattiveria uccise un albatro, guadagnando per lui e i compagni marinai un viaggio all’inferno, nel mezzo del mare.

La ballata del vecchio marinaio, Samuel Taylor Coleridge, Marsilio (1817, edizione Marsilio 2018), 117 pp.

 

_______________________________________________________